Strigoi. I vampiri del folklore romeno
Gli strigoi, i vampiri reali romeni. Morti che tornano uscendo dalle tombe e vivi che rubano le «sostanze vitali». Quattro secoli di vampiri e vampirismo con documenti reali, dalla legge del 1652 al processo del 2005.
420 pagine 880 note con la fonte di Anika Cosma
Compralo su AmazonMolto prima di Dracula, si andava al cimitero a mezzanotte con una falce, e si tornava con un cuore.
Dalla quarta di copertinaTransilvania 1992
Nel luglio del 1992, in un villaggio della Transilvania, una donna di settantanove anni parla di un cane che sta fermo sotto un pero. Chi passa si porta la mano al cappello e lo saluta per nome. Era un uomo del paese, morto due generazioni prima.
Nei documenti romeni quel nome sta scritto dal 1652: strigoi. Contro di lui un villaggio sapeva che cosa fare, e lo sapeva nell'ordine giusto: l'aglio sul cardine la vigilia di Sant'Andrea, il ferro, la soglia, la veglia armata attorno al morto, e se non bastava la tomba riaperta.
Gli strigoi prima di Dracula: i documenti, dal 1652
Il vampiro che si conosce ha un castello, un mantello e due canini. È arrivato tardi, e da fuori. Nei villaggi dei Carpazi c'era qualcos'altro, e il suo nome sta in un documento di legge da prima che il romanzo esistesse.
A Târgoviște, in Valacchia, si stampa l'Îndreptarea legii, un testo insieme di legge e di chiesa. Ci si legge che molti di quei morti si alzano, si fanno strigoi e uccidono i vivi. Presente indicativo, sintassi di chi constata: la prima attestazione a stampa del nome non lo presenta come una diceria da vagliare, ma come una cosa da gestire.
Dimitrie Cantemir, principe di Moldavia, mette la striga nella Descriptio Moldaviae: una vecchia ammaliatrice che uccide i neonati senza che si sappia come. Registra anche il proprio limite di conoscenza, cosa che gli osservatori onesti fanno e gli altri no.
Bogdan Petriceicu Hasdeu spedisce nei villaggi un questionario etnografico: le domande dalla 123 alla 206 riguardano gli strigoi. Classificando le risposte, Ion Mușlea e Ovidiu Bîrlea vi trovano due rappresentazioni imparentate, gli strigoi vivi e gli strigoi morti.
Esce Dracula. Due secoli e mezzo dopo quella riga di legge, e da un'altra parte d'Europa. Il romanzo in questo volume non entra.
Nella notte fra l'8 e il 9 gennaio, a Marotinu de Sus, distretto di Dolj, sei uomini dissotterrano un morto sepolto da poco e gli tolgono il cuore.
Il caso si chiude davanti a un giudice, a Craiova, con sei condanne. Fra la legge di Târgoviște e quel fascicolo ci sono tre secoli e mezzo, e il gesto è arrivato in fondo senza perdere un passaggio.
Che cosa sono gli strigoi?
Nel folklore romeno lo strigoi è il morto che torna dalla tomba, e insieme il vivo che porta la predisposizione a farlo. Il nome è attestato a stampa dal 1652. Una parola sola copre due creature, con leggi, segni e contromisure diverse: è la distinzione che regge tutto il resto, e che le enciclopedie in altre lingue di solito appiattiscono.
strigoi viu
lo strigoi viventeUn uomo o una donna del villaggio, vivo, la cui seconda anima esce di notte e agisce per conto suo. Ruba la mană, cioè la sostanza che fa la ricchezza dei campi, del latte e delle bestie: è il movente economico dell'intero sistema. A luna nuova, dicono le fonti, gli strigoi vivi si combattono fra loro ai confini del villaggio.
strigoi mort
lo strigoi mortoIl cadavere che esce dalla tomba a mezzanotte e cammina fino al canto dei galli. Lo si riconosce dai segni che i vivi videro aprendo le sepolture: il corpo che non si decompone, la fisionomia intatta, il morto girato nella bara, il sangue alla bocca, un buco nella terra sopra la fossa.
420 pagine, 880 note con la fonte. In offerta a 17,50 € fino al 27 ottobre
La stirpe: moroi, pricolici e le altre creature
Lo strigoi non sta da solo. Attorno a lui c'è una famiglia di creature che i raccoglitori ottocenteschi hanno registrato una per una, e che si confondono facilmente: il capitolo 3 le separa.
- moroi
- Il revenante minore: torna di notte nella casa dov'è nato e si mette sul petto di chi dorme. In Bucovina la parola indica il bambino morto senza battesimo, in Transilvania una strega viva che ruba il latte.
- si dice moròi
- pricolici
- Il lupo della famiglia: chi dopo la morte torna in forma di lupo o di cane, e per trasformarsi si dà tre capriole. Nella variante priculici la stessa parola nomina anche un piccolo roditore dei boschi.
- si dice pricolìci
- vârcolac
- La creatura che divora la luna o il sole durante le eclissi. Si trova scritto anche varcolac, che è la grafia senza l'accento romeno.
- si dice vârcolàc
- strigă
- La radice di tutto, dal latino striga: la civetta e la strega insieme, la creatura che di notte grida i nomi di chi vuole perdere. Ovidio, nei Fasti, spiegava il nome col grido.
- si dice strìga
- strigoaică
- La forma femminile. Le strigoaice sono ladre di latte e di abbondanza, e hanno il loro giorno: San Giorgio, quando sono al massimo della forza e insieme si possono sconfiggere.
- si dice strigoàica
- tricolici
- Il terzo ramo lupesco: un uomo con pelo di lupo addosso, che proviene da un lunatico. Nelle fonti si confonde spesso col pricolici, e il libro tiene i due nomi separati.
- si dice tricolìci
Sullo sfondo: Principatus Transilvaniae in quinque nationes, la carta di Johann Baptist Homann, geografo a Norimberga nel primo Settecento.
Strigoi: un'analisi attenta e documentata da fonti dell'epoca
Sedici capitoli per capire lo strigoi: prima sapere chi è, poi chi lo diventa, poi quando arriva, poi come si tiene fuori, e alla fine come lo si ferma.
Capitoli 1 a 3
Il nome e la stirpe
Le tre etimologie accademiche, la prima attestazione del 1652, le due nature, e il bestiario imparentato al completo.Capitoli 4 e 5
Chi lo diventa
La căiță sulla testa del neonato, il settimo figlio dello stesso sesso, la formula della levatrice; e le morti che fabbricano strigoi, con le misure divergenti del transito.Capitoli 6 e 7
Quando, e perché
Sant'Andrea, San Giorgio, i tre canti del gallo con gli orari esatti. E la mană: che cos'è, come si ruba, come si difende.Capitoli 8 a 10
Le difese, per cerchi
L'aglio sui cardini, il ferro, la soglia, i corni pastorali; poi la bara, con le spine di rosa selvatica e i semi da contare; poi il priveghi, la veglia armata.Capitoli 11 a 13
Riconoscerlo
I segni nel vivo e la lingua che evita di nominarlo; i segni nel morto come li danno le fonti; il rito del cavallo che si ferma sulla tomba, in tre versioni con tre nomi di studioso.Capitoli 14 a 16
Fermarlo, e il Duemila
La dezgropare per intero: il cuore, il paletto, la falce, il crocevia, il fuoco. Le battaglie degli strigoi vivi. E poi il gennaio del 2004.Compralo su Amazon«La sera che precede Sant'Andrea, nei villaggi dei Carpazi, una mano schiaccia uno spicchio d'aglio fino a rompergli la buccia e lo passa sul cardine della porta di casa, nel punto dove il legno gira e dove nessuno guarda mai. Lo spicchio si sbriciola. Il succo entra nelle fibre. L'odore resta sulle dita, e ci resterà fino al mattino, perché quell'odore è fatto per restare, fra la casa e la notte.»
Strigoi, Apertura
Strigoi in Romania, un venerdì di gennaio 2004
L'ultimo capitolo non sta nell'Ottocento. Sta in un villaggio di settecento abitanti a quaranta chilometri da Craiova, in un anno di cui ti ricordi che cosa facevi.
A Marotinu de Sus, distretto di Dolj, sei uomini scavano la tomba di Petre Toma, sepolto da poco. Gli incidono il petto di traverso con la punta di una falce, gli tolgono il cuore, lo bruciano a un crocevia.
La cenere viene sciolta nell'acqua e bevuta dai parenti malati. È il passaggio che chiude il rito, e nel libro sta con la sua fonte accanto.
Il caso arriva in aula. Sei persone sono condannate. Uno Stato dell'Unione europea ha istruito un procedimento penale su una dezgropare.
Il capitolo descrive una riesumazione e quello che ne segue, con le parole dei verbali e delle fonti. Sono pagine documentarie, senza compiacimento, e restano pagine dure.
Come è fatto questo libro
«In questo libro entra soltanto ciò che è stato registrato. I gesti hanno testimoni; chi li ha raccolti ha un nome, un anno, spesso una pagina che si può andare a leggere. [...] Quando due studiosi dicono cose diverse sulla stessa cosa, qui troverai i due nomi e le due versioni, una accanto all'altra, senza che io ti nasconda la differenza; quando le carte tacciono, troverai scritto che tacciono.»
Strigoi, Apertura
Le fonti hanno un nome e una data: Otilia Hedeșan, Ivan Evseev, Romulus Vulcănescu, Simeon Florea Marian, Elena Niculiță-Voronca, Tudor Pamfile, e per la parte in altre lingue Agnes Murgoci, Paul Barber, Harry A. Senn, Richard Sugg. L'appendice B distingue le opere lette da quelle arrivate per il tramite di altri, che è una distinzione che quasi nessuno dichiara. Una biblioteca romena che in italiano non era mai stata letta.
Chi scrive: Anika Cosma
Anika Cosma è nata a Sibiu, in Romania, nel 1983. Dal 2011 vive in Italia con il suo compagno. Scrive di vampiri dei Carpazi e di vampiri in ambito gotico, di dark feminine, con parecchie escursioni letterarie in esoterismo e stregoneria.
Dei villaggi di cui scrive dice: «Ci sono cresciuta abbastanza vicino da riconoscerne l'odore».
Questo volume è il primo della Serie Strigoi, ed è parte della collana più ampia dedicata ai vampiri e al vampirismo.
La collana Vampiri, folklore e immaginario
Strigoi. I vampiri del folklore romeno è parte della collana Vampiri: documenti, folklore e immaginario.
Prima del conte col mantello e del castello sui Carpazi, il vampiro era una faccenda di villaggio: un morto che tornava, una mandria che smetteva di dare latte, una tomba riaperta prima dell'alba. Di quella storia esistono le carte. Leggi, verbali, testimonianze, sentenze di tribunali.
Vampiri: documenti, folklore e immaginario raccoglie saggi e ricerche di autori diversi sul vampirismo studiato con le fonti in mano. Le credenze dei villaggi dell'Europa orientale, i casi finiti davanti a un giudice dalle riesumazioni del Settecento a oggi, le figure del folklore dagli strigoi romeni ai loro parenti balcanici, e il versante letterario, cioè il modo in cui una paura contadina è diventata un personaggio.
Tutti i titoli della collana sono opere di non fiction. Quando una fonte tace, il libro scrive che tace, e quando due studiosi non vanno d'accordo il lettore trova le due versioni una accanto all'altra. La linea che tiene insieme la collana è una distinzione che di solito sta mescolata: da una parte quello che i documenti sostengono, dall'altra quello che la letteratura e il cinema hanno aggiunto dopo.
Per chi vuole sapere da dove viene il vampiro, prima che diventasse un romanzo e dopo.
La collana su AmazonDomande sugli strigoi
Qual è il significato di strigoi?
Strigoi viene dal latino strix, striga, il rapace notturno che i romani credevano bevesse il sangue dei bambini. Tre studiosi romeni, Hedeșan, Evseev e Vulcănescu, arrivano a quella radice per strade diverse. Dalla stessa parola vengono l'italiano «strega» e il greco moderno «strigla».
Chi sono gli strigoi rumeni?
Nel folklore romeno lo strigoi è il morto che torna dalla tomba, e insieme il vivo che porta la predisposizione a farlo. La tradizione distingue due nature, strigoi viu e strigoi mort, ognuna con i suoi segni e le sue contromisure. Il nome è attestato a stampa dal 1652.
I vampiri sono esistiti davvero?
Il sistema di credenze è esistito per certo, con date, testimoni e atti, e ha prodotto effetti fino al Duemila: nel 2005 un tribunale di Craiova ha condannato sei persone per una riesumazione rituale. Sull'esistenza della creatura il libro sta dalla parte dei villaggi, e lo dichiara.
Chi è stato il primo vero vampiro?
Nel folklore romeno non c'è un primo vampiro con un nome. C'è una prima riga scritta: l'Îndreptarea legii, stampata a Târgoviște nel 1652, dove si legge che molti di quei morti si alzano, si fanno strigoi e uccidono i vivi. Il romanzo di Stoker arriva due secoli e mezzo dopo.
Qual è la differenza fra strigoi e moroi?
I dizionari romeni dichiarano la sinonimia soltanto parziale. Il moroi è il revenante minore, che torna nella casa dov'è nato e si mette sul petto di chi dorme. La geografia complica il quadro: in Bucovina la parola indica il bambino morto senza battesimo, in Transilvania una strega viva che ruba il latte.
Come si diventa strigoi?
Per nascita segnata, per morte cattiva, o per destino imposto. Le fonti registrano la căiță, la membrana amniotica sulla testa del neonato; il settimo figlio dello stesso sesso; la formula che la levatrice poteva pronunciare dopo il parto; e le morti irregolari, a cominciare dal suicidio.
Gli strigoi sono vampiri?
Sono la figura romena da cui l'immaginario del vampiro discende, e non coincidono con lui. Lo strigoi ruba la mană, la sostanza che fa la ricchezza dei campi e del latte, prima ancora del sangue. In romeno vampir è un neologismo tardo, entrato dal francese attraverso libri e gazzette.
Che cos'è la dezgropare?
Il disseppellimento rituale. Nella tradizione romena è due cose insieme: un funerale rifatto per un morto a cui qualcosa è mancato, e l'arma definitiva contro chi torna. Comprende il cuore, il paletto, la falce, il crocevia e il fuoco.
Che cos'è successo a Marotinu de Sus nel 2004?
Nella notte fra l'8 e il 9 gennaio 2004, in quel villaggio del distretto di Dolj, sei uomini dissotterrarono il corpo di Petre Toma, ne estrassero il cuore con la punta di una falce e lo bruciarono a un crocevia. Il caso arrivò a processo a Craiova e nel 2005 si chiuse con sei condanne.
Dove sono originari i vampiri?
Nel folklore dell'Europa orientale, e in particolare nei villaggi romeni dei Carpazi. Il nome strigoi è attestato a stampa dal 1652, nell'Îndreptarea legii di Târgoviște, due secoli e mezzo prima del romanzo di Stoker: i vampiri veri, quelli documentati, vengono dalle carte di quei villaggi, non dalla letteratura.
Che cos'è un pricolici?
Il ramo lupesco della famiglia: chi dopo la morte torna in forma di lupo o di cane, e per trasformarsi si dà tre capriole. Nella variante priculici la stessa parola nomina anche il moscardino, un piccolo roditore dei boschi: qui distinguere comincia dalle omonimie.
Il volume
- Titolo
- Strigoi. I vampiri del folklore romeno
- Sottotitolo
- Storia e riti dei villaggi romeni: chi lo diventava, che cosa rubava, come lo si fermava. Dalla legge del 1652 al processo del 2004. Volume 1
- Autrice
- Anika Cosma
- Serie
- Serie Strigoi, volume 1
- Collana
- Vampiri: documenti, folklore e immaginario
- Pagine
- 420, in bianco e nero, carta legno più green (meno acqua, meno sbiancanti chimici)
- Formato
- Copertina flessibile, 15,24 x 22,86 cm
- Lingua
- Italiano
- Uscita
- 17 settembre 2026
- ISBN
- 979-8174853706